Il ritorno di Saturno

Saturno impiega circa ventinove anni e mezzo a girare tutto lo zodiaco e tornare esattamente dov'era il giorno in cui sei nato. Quel ritorno al punto di partenza è l'unico transito abbastanza riconoscibile da essersi guadagnato un nome che gira anche fuori dall'astrologia. Cade la prima volta intorno ai ventinove anni, la seconda tra i cinquantasette e i sessanta.

Non è un oracolo e non annuncia niente. È il momento in cui una fase intera della tua vita finisce e ne comincia un'altra, e prima di cominciarla il conto va chiuso. Quello che hai costruito negli anni precedenti viene messo alla prova: se regge, si consolida; se non regge, tende a smontarsi. Chi ha vissuto quegli anni in modo coerente con quello che è attraversa il passaggio come un consolidamento. Chi ha costruito su basi che non erano davvero sue lo vive come una crisi.

Il ritorno non arriva di colpo. Nell'anno che lo precede molte cose cominciano già a muoversi, spesso da sole: relazioni, lavoro, dove vivi. Sotto c'è la sensazione precisa che il tempo per fare quello che volevi davvero si stia stringendo, e quella sensazione mette in moto. È una potatura: quello che non corrisponde a chi sei tende a cadere, che tu lo decida o no. Puoi lasciarlo andare tu, oppure aspettare che se ne vada da sé, ma raramente resta.

Tra un ritorno e l'altro Saturno non sparisce. Ogni sette anni circa ripassa in quadrato o in opposizione al punto di partenza, e ognuno di questi passaggi è una verifica intermedia di quanto hai messo in piedi. Il più importante cade a metà strada, verso i quarantaquattro anni, quando Saturno arriva esattamente di fronte a dove stava alla nascita: è il punto più alto del ciclo, il momento in cui il mondo risponde a quello che hai costruito. Nei tre capitoli guardiamo questi tre momenti uno per uno: il primo ritorno, la metà del cammino, il secondo ritorno.

  • Il primo ritorno, verso i ventinove
  • La metà del cammino, verso i quarantaquattro
  • Il secondo ritorno, verso i cinquantotto